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Blaise Cendrars

Sarajevo

Traduzione: Francesco Pilastro

Microgrammi
2019, pp. 124

ISBN: 9788898112197
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Sinossi

Sarajevo è un radiodramma scritto da Blaise Cendrars per la radiotelevisione francese e andato in onda per la prima volta nel gennaio del 1955. Assieme a Gilles de Rais e Le Divin Arétin, compone una trilogia drammaturgica – alla cui stesura ha collaborato anche Nino Frank – pubblicata nel 1959 con il titolo di Films sans images, «Film senza immagini». Il racconto di Sarajevo ruota attorno all’attentato del 28 giugno 1914, l’assassinio, per mano del nazionalista serbo Gavrilo Princip, dell’arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie. L’evento, con il suo corollario di preludi e code, viene messo in scena – richiamato alla memoria – in un gioco di flash-back e dissolvenze narrative da alcuni improbabili avventori di una vineria nella Sarajevo degli anni ’50, dove, nel corso di un improvvisato processo alla Storia, si va cercando la ragione ultima delle cose. Come in un girotondo folle e insensato, Cendrars avvicenda sul palcoscenico una pletora di personaggi secondari – di comparse –, accomunati solo da una patente mediocrità, e tra questi insinua la figura ondivaga e umorale del caso (o è il destino?), che sembra quasi farsi beffe di loro, trascinandoli alla stregua di marionette nelle sue repentine giravolte. E questa palese (e perciò quasi comica) sproporzione tra ciò che nei quarant’anni intercorsi tra l’attentato e il «processo» è accaduto – un piano inclinato costellato di tragedie, segnato da due guerre mondiali e, idealmente, da due città (Sarajevo e Hiroshima) –, e la natura quasi caricaturale dei personaggi fa scivolare il dramma nel grottesco, come se questo scarto fosse una sorta di chiosa. Come se la Storia non fosse che una farsa priva di spazi di redenzione, o di catarsi.

Autore

Blaise Cendrars

(La Chaux-de-Fonds 1887 – Parigi 1961). Poeta e scrittore svizzero naturalizzato francese. Cendrars – nato Frédéric-Louis Sauser – lascia il paese natale a sedici anni e, dopo una serie di viaggi che lo portano anche in Russia e in Cina, arriva a Parigi nel 1910. Entra in contatto con la realtà culturale della capitale francese e stringe amicizia con numerosi artisti, fra i quali Guillaume Apollinaire, Amedeo Modigliani, Fernand Léger e Marc Chagall. Arruolatosi nella Legione Straniera, partecipa alla Prima guerra mondiale dove rimane ferito, riportando l’amputazione dell’avambraccio destro. Di ritorno dal conflitto bellico, si dedica, oltre alla letteratura, anche al giornalismo (è corrispondente di guerra al seguito dell’esercito inglese nel 1939). Ritiratosi ad Aix-en-Provence durante l’occupazione nazista, rientra a Parigi nel 1950 dove muore nel 1961 per le conseguenze di un ictus. Tra le sue opere principali si ricordano La Prose du Transsibérien (1913), Moravagine (1926) e La Main coupée (1946).