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Alain Robbe-Grillet

Istantanee

Traduzione: Guido Neri
Postfazione: Donata Meneghelli

Scrittura bianca
2017, pp. 117

ISBN: 9788898112159
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Sinossi

Sfogliando le pagine di questo volume si ha la sensazione di trovarsi di fronte, più che a una raccolta di racconti, a una sorta di album di fotografie o, più precisamente, a un vero e proprio montaggio di fotogrammi giustapposti. L’azione è cristallizzata, bloccata in una sequenza di fermo-immagini che restituiscono allo sguardo del lettore, come ravvisa lo stesso Robbe-Grillet, «l’impressione della quiete, di una sosta precaria nel moto quale ci è consentito di ammirare nelle istantanee: un sasso che sta per infrangere la tranquillità di uno stagno, ma che la fotografia ha fissato nella sua caduta a pochi centimetri dalla superficie». Il tempo – e allo stesso modo il movimento – è come sospeso, tutto rappreso in una immagine (una «immagine-tempo», per dirla con Deleuze) che sembra valere per se stessa, senza apparentemente rimandare ad alcun contesto supposto preesistente, quasi chiedesse di essere semplicemente guardata. La penna-bisturi di Robbe-Grillet infatti, come ricorda Barhtes, «recide spietatamente il visivo da ogni raccordo», lo isola e lo stacca come una parte prelevata da un tutto più ampio, costringendoci a dirigere su di esso tutta la nostra attenzione. Scritti tra il 1954 e il 1962, questi testi rappresentano, come scrive Meneghelli, «un distillato – un kit, un digest, una piccola enciclopedia tascabile – di procedimenti, temi, temi-procedimenti che caratterizzano la scrittura di Robbe-Grillet». Parafrasando Barthes si potrebbe forse parlare di un Robbe-Grillet al suo grado zero, o all’opposto – come preferisce fare Meneghelli – di un Robbe-Grillet al quadrato, un iper Robbe-Grillet.

Autore

Alain Robbe-Grillet

(Brest 1922 – Caen 2008). Scrittore, sceneggiatore e regista cinematografico. Uno dei più importanti esponenti e teorici del Nouveau Roman, esordisce nel 1953 con Les Gommes, cui seguono Le Voyeur (1955) – premiato con il Prix des Critiques – e La Jalousie (1957), forse il suo romanzo più conosciuto. I suoi libri sono da subito apprezzati ed elogiati da personalità importanti quali Maurice Blanchot e Roland Barthes. Va ricordato il suo testo teorico più importante, Pour un nouveau roman (1963), una raccolta di saggi in cui si traccia la prospettiva e si tratteggia la fisionomia del “nuovo romanzo” a venire. Un orizzonte entro il quale si andranno a collocare, con sempre maggior rigore e radicalità, le opere più tarde, fra le quali La Maison de rendez-vous (1965), Projet pour une révolution à New York (1970) e la trilogia autobiografica de Les Romanesques (tra 1985 e il 1994).

Recensioni
Federico Musardo, Altri Animali, 05/09/2017

Le cose sono là: «Istantanee», Robbe-Grillet e il Nouveau Roman

Federico Musardo, Culturificio, 05/07/2017

Robbe-Grillet, Istantanee