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Jean Cayrol

Lazzaro tra noi

Traduzione e postfazione: Marina Galletti

Menabò
2016, pp. 160

ISBN: 9788898112142
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Sinossi

Lazzaro tra noi riunisce due testi originariamente apparsi su rivista: il primo è il tentativo di dare corpo a una tassonomia dei sogni concentrazionari; il secondo racconta la genesi di una nuova forma romanzesca (Cayrol la definisce lazzariana) che dovrebbe incaricarsi di restituire le sensazioni del ritorno alla vita di quegli uomini che hanno conosciuto la tragedia dei campi. È un’opera il cui linguaggio attraversa ripetutamente i confini del saggio e del romanzo, scivolando ora in una digressione narrativa per poi riemergere in riflessioni il cui afflato filosofico, per non dire teologico, appare in tutta la sua evidenza. Una sequela di incubi notturni, il disegno di una letteratura in gestazione, in cui ci sono gli stessi motivi, gli stessi stili che ritroviamo anche nelle opere dichiaratamente narrative di Cayrol. Il libro ospita anche, quasi in forma di appendice, l’articolo Testimonianza e letteratura nel quale un insolitamente corrosivo Cayrol prende in esame quel filone letterario che, riducendo i campi a materia da romanzo, ne ha disinnescato lo scandalo, facendo di quell’esperienza «intrasmissibile, solitaria, instabile» qualcosa semplicemente alla portata di chiunque.

Autore

Jean Cayrol

(Bordeaux 1911 – ivi 2005). Poeta, romanziere ed editore francese. Nel 1942 viene catturato e, l’anno successivo, deportato come prigioniero politico nel campo di Mauthausen, un’esperienza traumatica che segnerà la sua produzione letteraria successiva. Come ha scritto infatti Marie-Laure Basuyaux, «Jean Cayrol è uno scrittore deportato, e non un deportato divenuto, a seguito di questa esperienza, scrittore». Nasce così la celebre Œuvre lazaréenne, una serie di scritti che pongono al centro la figura del Lazzaro, prototipo del deportato “sopravvissuto” – o più propriamente “risorto” – che ritorna dai campi di concentramento. Tra questi, vanno ricordati Je vivrai l’amour des autres (Prix Renaudot 1947), Lazare parmi nous (1950) e Les Corps étrangers (1959).

Recensioni
Goffredo Fofi, Domenica de Il Sole 24 Ore, 08/01/2017

L'amore dopo Mauthausen