Responsive image
Hélène Bessette

La rottura

Traduzione: Silvia Marzocchi
Postfazione: Annalisa Lombardi

Scrittura bianca
2016, pp. 256

ISBN: 9788898112135
€ 20,00 -5% € 19,00
Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello € 19,00
Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist
Sinossi

Il romanzo è l’epistolario di una separazione, quella tra il pastore protestante Georges e Dora, la moglie che ha abbandonato la scena domestica, lasciando il marito, i figli, l’intera comunità. Quasi omonima alla Nora di Casa di bambola – dalla quale eredita idealmente il testimone letterario –, Dora è, come scrive Annalisa Lombardi nella postfazione, «l’assente destinataria dell’intera corrispondenza». Assente non solo perché lontana («a più di mille chilometri», come le rimprovera Georges), ma anche, e soprattutto, perché relegata nel silenzio. Mancano infatti le sue lettere, lasciate solo intuire tra le righe di quelle scritte dal marito, quarantaquattro missive che si susseguono una dopo l’altra, come monologhi senza risposta, in quello che alla fine sembra essere un vero e proprio diario intimo, o una confessione. È quella di Georges infatti, come ricorda ancora Lombardi, «la parola che fa il romanzo», una parola di cui il silenzio di Dora è l’intrinseca contestazione, il negativo («l’opposizione del negativo scritta in bianco», come dice Bessette). Una sorta di decostruzione silenziosa che mette in crisi, portandola letteralmente al punto di rottura, la continuità discorsiva – del tutto illusoria e inautentica – del linguaggio.

Autore

Hélène Bessette

(Levallois-Perret 1918 – Le Mans 2000). Scrittrice francese nata «oscuramente», come amava dire (perché «i dettagli non riguardano gli altri»), in un piccolo sobborgo di Parigi, e caduta in un oblio altrettanto oscuro dopo un tormentato periodo di collaborazione con l’editore Gallimard, presso il quale pubblicò tredici romanzi tra il 1953 e il 1973. Sostenuta e ammirata da scrittori come Marguerite Duras, Simone de Beauvoir, Michel Leiris e Raymond Queneau, l’opera di Bessette è l’espressione di quello che lei stessa teorizzò e definì come roman poétique, vero e proprio controcanto del coevo nouveau roman. Tra gli esempi di questa nuova forma narrativa vanno ricordati Lili pleure (1953), Vingt minutes de silence (1955), N’avez-vous pas froid (1963) e Ida ou le délire (1973), ultimo romanzo pubblicato.

Recensioni
Andrea Caterini, Il Giornale, 31/12/2016

Tutta la poesia di una separazione mascherata