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Nathalie Sarraute

Ritratto d’ignoto

Traduzione: Oreste Del Buono
Prefazione: Jean-Paul Sartre

Scrittura bianca
2016, pp. XVI, 206

ISBN: 9788898112111
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Sinossi

«Chi racconta questa storia cerca innanzitutto di catturare, nei personaggi che ne attirano l’attenzione, quei moti segreti, inconfessati, appena coscienti, quei sentimenti allo stato nascente, senza nome che formano la trama invisibile dei nostri rapporti con gli altri e di ogni istante della nostra esistenza. Molle dispiegarsi di tentacoli, questo gli sembrano di primo acchito. Man mano però che il suo occhio inizia ad abituarvisi, che gli strumenti di ingrandimento, usati per esaminarli, si fanno via via più accurati, essi diventano più netti, più precisi, e appaiono come minuscoli drammi le cui peripezie, rigorosamente predisposte, conducono a quei moti ultimi che sono le parole e gli atti, conferendo loro spessore e significanza. Quando poi però, dopo tanti sforzi, ha finalmente l’impressione di afferrarli, la rapidità, la complessità e la finezza di quei drammi, invisibili a occhio nudo, lo costringono a lasciare la presa. E a sottomettersi. Si lascia accecare, come tutti attorno a lui, dal bagliore delle parole e dei gesti ridotti alla loro più evidente apparenza. Tutto rientra nell’ordine. La rassicurante e comoda convenzione riprende il sopravvento» (Nathalie Sarraute).

Autore

Nathalie Sarraute

(Ivanovo 1900 – Parigi 1999). Scrittrice francese di origini russe. La sua opera narrativa – per la quale Sartre coniò l’espressione di anti-roman – viene comunemente accostata a quella dei nouveaux romanciers. Esordisce nel 1938 con il celebre volume Tropismes (ripubblicato, in una nuova edizione, nel 1957), da cui prende le mosse un rigoroso e personale percorso di scrittura che indaga i meandri di quella sotto-conversazione, il sottosuolo nel quale brulicano quei moti psicologici che «si accalcano alle porte della coscienza» e che soggiacciono al piano inautentico della conversazione (e della vita) borghese. Tra gli esiti di questo percorso vanno ricordati Portrait d’un inconnu (1948, riedito poi nel 1956), Martereau (1953), Le Planétarium (1959) e l’autobiografia Enfance (1983).

Recensioni
Nicolas Gruarin, Il lavoro culturale, 26/01/2017

Nathalie Sarraute e il sospetto dei lettori