Responsive image
Claude Simon

Il tram

Traduzione: Stefania Ricciardi
Postfazione: Patrick Longuet

Scrittura bianca
2015, pp. 137

ISBN: 9788898112067
€ 17,00 -5% € 16,15
Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello € 16,15
Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist
Sinossi

L’ultimo romanzo di Claude Simon (ancora inedito in Italia), forse quello più intimo, privato. Una sorta di compendio della sua intera opera, un distillato, asciutto e minimo. Il tram è un processo di sottrazione. Tutto è condensato in poche pagine (una rara eccezione per la scrittura solitamente abbondante e cumulativa di Simon), in un dispiegarsi di scene – quasi un montaggio cinematografico – all’apparenza conchiuse, giustapposte l’una all’altra più che articolate assieme da quello che solitamente chiamiamo l’intreccio, la trama. Di questa non resta che un tracciato, un tragitto, quello di un tram chiamato memoria. Un filo conduttore, sottile ed esile come quella «linea del tram» su cui transitano pendolari e, appena abbozzati, i ricordi dell’autore: l’infanzia a Perpignan, le estati in riva al mare, alcune digressioni proustiane, le sponde del Gange, la guerra, la malattia della madre. Fino all’ultima fermata, prima di sprofondare, come scrive Patrick Longuet nella postfazione, nell’«oblio della sabbia in cui i binari biografici vanno scomparendo». Quasi a voler sottolineare la transitorietà che soggiace a ogni accadimento dell’esistenza. Alla quale d’altro canto sembra alludere, beffarda, la scritta TRANSIT che campeggia sopra una delle stanze di quell’ospedale dove l’autore, ormai ottantenne, trascorre le proprie giornate di degenza. La vita, ci ricorda Simon, non è che un transito attraverso gli «stadi successivi della macchina umana, dalla nascita all’agonia, passando per tutte le deviazioni e le anomalie possibili sino al suo definitivo disfacimento».

Autore

Claude Simon

(Tananarive 1913 – Parigi 2005). Scrittore francese, ha ricevuto il premio Nobel per la Letteratura nel 1985. Dopo le prime prove narrative, la svolta verso una nuova tecnica di scrittura – caratterizzata da una sintassi ampia e sinuosa, e debitrice della lezione di Joyce, Faulkner e Proust – arriva con i primi romanzi pubblicati presso l’editore Minuit: Le Vent (1957), L’Herbe (1958) e La Route des Flandres (1960). Da quel momento il nome di Simon è annoverato a pieno titolo fra quelli dei nouveaux romanciers. Storia, Tempo e Memoria rappresentano gli assi portanti della sua intera produzione letteraria, che trova l’esito più coerente e rigoroso nel romanzo Histoire, prova narrativa ambiziosa e ardita – probabilmente il capolavoro di Simon –, premiata nel 1967 con il prestigioso Prix Médicis. Tra le opere tarde vanno certamente ricordate Les Géorgiques (1981), L’Acacia (1989) e Le Tramway (2001), l’ultimo romanzo di Simon.

Recensioni
Giancarlo Alfano, alfabeta2, 01/09/2015

Bianco, a occhi aperti

Franco Cordelli, La Lettura, 23/08/2015

15 chilometri dall'infanzia al letto

Angela Di Fazio, il Reportage, 10/07/2015

Meditazioni di morte al capolinea del tram

Stefano Gallerani, Alias, 21/06/2015

Infanzia e malattia alla ricerca dell'immagine

Paolo Mauri, Il Venerdì di Repubblica, 12/06/2015

Claude Simon e il tram dei ricordi di una vita

Alberto Cellotto, Librobreve, 29/04/2015

"Il tram" di Claude Simon per Nonostante Edizioni

Gabriella Bosco, Tuttolibri, 11/04/2015

Sul tram di Simon verso il tempo perduto