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Marguerite Duras

Testi segreti

Traduzione e postfazione: Rosella Postorino

Scrittura bianca
2015, pp. 126

ISBN: 9788898112050
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Sinossi

Testi segreti sono tre racconti, intimi e assoluti al tempo stesso. Intimi, perché, pur non essendo le pagine di un diario autobiografico, lasciano intravedere come in filigrana le tracce di un vissuto, le cicatrici di antiche e più recenti passioni. Ecco allora che non è difficile riconoscere nell’uomo seduto nel corridoio Gérard Jarlot, l’«ultimo cliente della notte» con cui Duras condivise la follia di quelle giornate in riva alla Loira, in quel paese del nord dove si era recata per seppellire, senza dolore, il cadavere della madre. Così come quel’uomo atlantico ripreso dall’obiettivo della cinepresa ha le fattezze di Yann Andréa, «il bretone con gli occhi azzurri, pallido e dinoccolato, timido studente di filosofia soggetto a cicli depressivi» (Postorino), il giovane omosessuale che fu l’ultimo compagno e l’ultimo grande amore di Duras. Assoluti invece, perché partendo dalle rive della Loira o da Trouville si giunge fino a quella «falla improvvisa nella logica dell’universo» dove si consuma, come scrive Rosella Postorino, l’inaudito «scisma tra amore e desiderio», l’incontro cioè «tra un uomo e una donna assoluti, che in assoluto mostrano lo scacco inevitabile di ogni rapporto». Una coppia, la coppia: l’uomo e la donna, personaggi – ma forse sarebbe più giusto chiamarli attori – senza nome, quasi degli archetipi che portano sui loro corpi i sintomi di quella malattia della morte che Duras stessa imparò a riconoscere nella «strana inclinazione» del desiderio che condivise con Jarlot o nell’amore senza desiderio di Yann. Una malattia segreta che Duras ha saputo trarre dall’intimo di una vita e farla assurgere all’assoluto della letteratura. Un viaggio, come scrive sempre Postorino, «al confine del linguaggio». E dell’amore.

Autore

Marguerite Duras

(Saigon 1914 – Parigi 1996). Scrittrice, sceneggiatrice e regista cinematografica. Dopo i primi romanzi degli anni Quaranta e una prima affermazione con Un Barrage contre le Pacifique (1950), la svolta arriva con Moderato cantabile (1958), romanzo che apre la strada a quella rarefazione del linguaggio che risulterà la cifra dei suoi lavori successivi e che induce molti critici ad accostarla agli autori del Nouveau Roman. Questa opzione per uno stile di scrittura sempre più minimale porterà, fra le altre, a opere come Le Ravissement de Lol V. Stein (1964), Le Vice-consul (1965), L’Amante anglaise (1967). Raggiungerà la consacrazione al grande pubblico con il romanzo autobiografico L’Amant (Prix Goncourt 1984).

Recensioni