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Jean Cayrol

Notte e nebbia

A cura di Giovanni Pilastro
Traduzione delle poesie: Nicola Muschitiello
Postfazione: Boris Pahor

Microgrammi
2014, pp. 188

ISBN: 9788898112036
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Sinossi

Notte e nebbia, dal tedesco Nacht und Nebel. Così erano classificati i prigionieri politici all’interno dei campi di concentramento nazisti. Portavano scritte sulla schiena, come un destino, due grandi “N”. La loro morte, ci ricorda infatti Boris Pahor nella postfazione, «sarebbe stata un viaggio notturno nella nebbia, finito in fumo nei camini del forno crematorio». Come il nano Alberich nel Das Rheingold di Wagner, una volta indossato il Tarnhelm, sparisce in una nube di fumo al canto di Nacht und Nebel, niemand gleich – da cui l’omonimo decreto emanato da Hitler nel dicembre del 1941 –, allo stesso modo i deportati con il triangolo rosso dovevano sparire senza lasciare traccia, senza essere nominati. Erano «i più disgraziati tra i disgraziati», condannati a un’eliminazione segreta. Jean Cayrol, scrive ancora Pahor, «fu uno di questi disgraziati che riuscì a salvarsi», a ritornare dalla Necropoli. Nel 1946, reduce dall’esperienza concentrazionaria, compose la raccolta di poesie Poèmes de la nuit et du brouillard, che trovò poi il suo prolungamento in forma narrativa nel testo che Cayrol scrisse qualche anno dopo, nel 1955, per il documentario di Alain Resnais Nuit et brouillard, realizzato in occasione del decimo anniversario della liberazione. Un tentativo di rendere, come egli stesso dichiarò in un articolo apparso l’anno successivo su “Les Lettres Françaises”, «la testimonianza vivente, incredibile, delle manifestazioni estreme dell’oppressione e della forza messa al servizio di un sistema che non ha avuto rispetto dei diritti elementari». Non un semplice «reliquiario raffreddato» o solamente «un esempio sul quale meditare», ma, come suggerisce Cayrol stesso, «un dispositivo d’allerta contro tutte le notti e tutte le nebbie». Un appello rivolto a noi tutti che – così recita la voce di Michel Bouquet in conclusione del film – «facciamo finta di credere che tutto questo appartenga a una sola epoca e a un solo paese, e non pensiamo a guardarci intorno e non sentiamo il grido senza fine».

Autore

Jean Cayrol

(Bordeaux 1911 – ivi 2005). Poeta, romanziere ed editore francese. Nel 1942 viene catturato e, l’anno successivo, deportato come prigioniero politico nel campo di Mauthausen, un’esperienza traumatica che segnerà la sua produzione letteraria successiva. Come ha scritto infatti Marie-Laure Basuyaux, «Jean Cayrol è uno scrittore deportato, e non un deportato divenuto, a seguito di questa esperienza, scrittore». Nasce così la celebre Œuvre lazaréenne, una serie di scritti che pongono al centro la figura del Lazzaro, prototipo del deportato “sopravvissuto” – o più propriamente “risorto” – che ritorna dai campi di concentramento. Tra questi, vanno ricordati Je vivrai l’amour des autres (Prix Renaudot 1947), Lazare parmi nous (1950) e Les Corps étrangers (1959).

Recensioni
Domenico Segna, I martedì, 13/01/2015

I notturni e i nebbiosi

Giovanni Catelli, Café Golem, 15/10/2014

Jean Cayrol – Notte e nebbia

Angela Di Fazio, il Reportage, 02/05/2014

Testimone oculare dei lager nazisti

Alberto Cellotto, Librobreve, 14/04/2014

"Notte e nebbia" di Jean Cayrol

Stefano Salis, Domenica de Il Sole 24 Ore, 09/03/2014

Notte e nebbia di bellezza

Massimo Raffaeli, Alias, 09/02/2014

«Notte e nebbia», il testo del film di Alain Resnais

Boris Pahor, Il Piccolo, 07/02/2014

Gli uomini che persero se stessi nei lager