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Marguerite Duras

Moderato cantabile

Traduzione e postfazione: Rosella Postorino

Scrittura bianca
2013, pp. 136

ISBN: 9788898112012
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Sinossi

Nella penombra di un locale un uomo è riverso sul corpo senza vita di una donna, la bocca sbavata del sangue di un bacio, il sorriso quasi estatico sulle labbra di lei. Non sappiamo bene cosa sia successo, né quale relazione sia intercorsa tra i due. Si tratta di un’altra storia, di cui Duras tace. Quasi fosse una rimozione. È la scena primaria a cui Anne assiste come rapita. Il romanzo, scrive Rosella Postorino nella postfazione, «inizia con un delitto ma non è un giallo, la protagonista torna sulla scena del crimine ma non ha colpevoli da scovare, piuttosto è il movente dell’omicidio a interessarla, o forse le interessa soprattutto scoprire il proprio, di movente, ciò che la spinge a tornare ripetutamente lì». Una coazione a ripetere, il tentativo per Anne di «rivivere quello stato segreto, il desiderio di ripeterlo», di rimettere in scena – complice un avventore che l’accompagna in questo viaggio di abiezione – l’osceno, la scabrosa e inconfessabile comunione che lega assieme desiderio e morte: «lo spettacolo della donna morta e soprattutto del suo desiderio di essere uccisa provoca in Anne il desiderio di morire anche lei per mano di un uomo, il desiderio metafisico di essere quella stessa donna». Una recita pericolosa che fa di Moderato cantabile un libro disturbante, in quanto, come sostiene Postorino, «si spinge oltre la barriera del tabù e si espone persino al pericolo di essere travisato, pur di provare a dire la natura umana nelle sue pulsioni estreme, incomprensibili, vergognose. Pur di provare a dire l’indicibile».

Autore

Marguerite Duras

(Saigon 1914 – Parigi 1996). Scrittrice, sceneggiatrice e regista cinematografica. Dopo i primi romanzi degli anni Quaranta e una prima affermazione con Un Barrage contre le Pacifique (1950), la svolta arriva con Moderato cantabile (1958), romanzo che apre la strada a quella rarefazione del linguaggio che risulterà la cifra dei suoi lavori successivi e che induce molti critici ad accostarla agli autori del Nouveau Roman. Questa opzione per uno stile di scrittura sempre più minimale porterà, fra le altre, a opere come Le Ravissement de Lol V. Stein (1964), Le Vice-consul (1965), L’Amante anglaise (1967). Raggiungerà la consacrazione al grande pubblico con il romanzo autobiografico L’Amant (Prix Goncourt 1984).

Recensioni
Isabella Mattazzi, Doppiozero, 20/05/2014

Duras. Moderato cantabile

Edda Melon, L'Indice, 07/06/2013

Tra una donna e una casa